aprile 2010

Circostannza & ASAI

Circostanza in quartiere "San Salvario" - Torino

Progetto: Circostanza Quartiere di S. Salvario
Tipologia
: Progetto socio-educativo
Paese: Italia
Località: Torino - quartiere S. Salvario
Ente ospitante: Centro di aggregazione Interculturale ASAI, quartiere di San Salvario
In corso: dal 2006 (attualmente in corso)
Partner: VIP APS, ASAI 
Operatori specialisti (1 educatore/1 consulente circense)
Volontari/tirocinanti: 2
Durata:
ottobre-luglio
Attività: 2 h/settimana
Utenti: 25 minori/adolescenti/giovani adulti 13/25 anni
Nazionalità: 70/80% straniera

COME AIUTARCI

  • Perché  il progetto Circostanza nel Quartiere S. Salvario di Torino  possa proseguire, per favorire la riduzione del danno e il reinserimento sociale dei ragazzi, abbiamo bisogno del tuo aiuto!

    In allegato relazione di verifica finale anno2010-2011

Circostanza per il territorio: interculturalità

Circostanza in quartiere "Porta Palazzo" - Torino

Tipologia: Progetto socio-educativo
Paese: Italia
Località: Torino
Quartiere: Porta Palazzo
Ente: Centro di aggregazione Interculturale ASAI, quartiere di Porta Palazzo
In corso: dal 2009 (attualmente in corso)
Partner:
ASAI
N° e tipologia Utenti diretti:
23 studenti Scuola media
20 studenti Scuola superiore
Durata: ottobre-giugno
Ore di attività: 2h/settimanali
Ore di programmazione/equipe: 1 h/sett
Ore di incontro con l'Ente beneficiario: 1 h/sett

ANALISI DEL CONTESTO
Il contesto urbano in cui si sviluppa il progetto “Circostanza a Porta Palazzo” è costituito da un quartiere del centro storico di Torino, Porta Palazzo.
Questo quartiere è caratterizzato dalla presenza del più grande mercato all’aperto d’Europa, con 40 mila presenze giornaliere di consumatori e da un habitat degradato.
Sotto il profilo della qualità sociale, l’ambito urbano presenta un numero elevato di famiglie in condizioni di marginalità, con la più alta percentuale di popolazione immigrata della città. Il degrado è visibile: coinvolge lo stato di conservazione degli edifici, l’illuminazione pubblica e la presenza di gruppi dediti ad attività illegali.
Rilevante nel complesso risulta la presenza di minori nelle strade, i commerci abusivi, i consumatori di sostanze stupefacenti e la presenza costante delle forze dell’ordine.
In questo scenario il fenomeno della migrazione minorile deviante continua a dividere la città tra richiesta maternalista di tutela e richiesta paternalistica di intervento della forza dell’ordine. Le stesse comunità marocchine che vivono nella legalità prendono le distanze dai piccoli spacciatori, che vivono spesso in edifici abbandonati, in gruppi altamente emarginati, difficilmente avvicinabili e dediti ad attività criminali a scopo di lucro.
 

COME AIUTARCI

  • Perché  il progetto Circostanza nel quartiere Porta Palazzo di Torino possa proseguire, togliendo dalla strada (e dai rischi che la strada porta con sé) gli adolescenti, per favorire la prevenzione e l'inclkusione sociale, abbiamo bisogno del tuo aiuto!

    In allegato il file di verifica finale del progetto 2010-2011

Progetto Circostanza

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Tutorial Drupal su HTML.it:

http://cms.html.it/guide/leggi/146/guida-drupal/

 

Birmania-Myanmar



Shwedagon Paya - Yangon


Yangon bancarella di cibo
Yangon bancarella di cibo


BIRMANIA

Wikipedia

La Birmania (dal 21 ottobre 2010 ufficialmente Repubblica dell'Unione di Myanmar), è uno Stato dell'Asia sudorientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciato sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Attualmente, dopo il colpo di stato del 1988, è sotto il regime militare di Than Shwe.
La Birmania è uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 51 milioni di abitanti, ma l'ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1984.
Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re".
Nel settembre del 2007 sono cominciate nuove proteste di piazza capeggiate da monaci buddhisti e sfociate in gravi incidenti con vittime - tra cui il reporter giapponese Kenji Nagai - tese ad un cambiamento in senso democratico del regime del paese



Mercato di Yangon - Sarto


Yangon - telefoni pubblici

Quando il regime militare si è instaurato al potere nel 1988, è iniziata una feroce guerra civile. Ogni insurrezione popolare veniva sedata con la forza da parte del regime, ed è in corso un conflitto piuttosto aggressivo tra il governo ed il gruppo etnico dei Karen.

Dopo 2 anni di dittatura militare, nel 1990, il partito al governo (NUP) permise libere elezioni, ma poiché vinse il partito (NDL) rappresentato da Aung San Suu Kyi, nell'ottobre dello stesso anno i reparti dell'esercito fecero un'incursione presso la sede NDL arrestando tutti i componenti, tra cui Aung San Suu Kyi,che è stata liberata solamente nel novembre 2010.

L'area più colpita dalle dimostrazioni di violenza dei militari è quella sud-orientale (o Tenasserim); di conseguenza ogni anno migliaia di esuli si muovono verso il confine con la Thailandia, dove sono stati istituiti dei campi profughi.

I rifugiati hanno comunque scarse possibilità di migliorare le loro condizioni di vita, infatti non vi è alcuna fornitura di corrente elettrica e di medicinali, inoltre la maggior parte della popolazione è estenuata da fame e malnutrizione e molti bambini per sopravvivere vengono costretti alla prostituzione o al lavoro forzato. In questo stato le persone sono facile bersaglio di parassiti, vermi e malattie come malaria, epatite ed AIDS.

L'Unione di Birmania è governata da un regime militare. Eletta nel 1990, l'Assemblea Popolare formò la Coalizione Nazionale per l'Amministrazione dell'Unione di Birmania (NCGUB), che ora è in esilio[44] e opera per la democrazia nello stato comandato da Sein Win, un cugino di Aung San Suu Kyi. Comunque, il NCGUB ha pochissimi poteri ed è bandito in Birmania.

L'attuale capo di stato, il generale Than Shwe, che detiene il titolo di capo del concilio statale della pace, ha tutti i poteri, incluso quello di poter rimuovere ministeri e i loro membri, prende le maggiori decisioni nel piano delle politiche estere. Khin Nyunt era il primo ministro fino al 19 ottobre 2004, rimpiazzato dal Generale Soe Win, malato di leucemia e sostituito nel 2007 da un altro generale, Thein Sein. La maggior parte dei ministeri sono capeggiati da ufficiali dell'esercito, con le eccezioni del Ministero della Sanità, del Ministero dell'Educazione e del Ministero del Lavoro, che sono in mano a civili.

I partiti politici importanti in Birmania sono la Lega Nazionale per la Democrazia e la Lega Democratica Shan, anche se le loro attività sono regolate dal regime. Esistono molti altri partiti, rappresentanti spesso gli interessi delle minoranze etniche. C'è poca tolleranza per l' opposizione politica e molti partiti sono stati proscritti. Il partito nazionale dell'unità rappresenta i militari ed è sostenuto da un'organizzazione totalitaria chiamata l'Associazione di Solidarietà e dello Sviluppo del Sindacato. Secondo parecchie organizzazioni, compreso Amnesty International, il regime ha poca considerazione dei diritti dell'uomo. Non c'è ordinamento giudiziario indipendente in Birmania e l'opposizione politica al governo militare non è tollerata.

Nel 1989, l'esercito birmano represse violentemente le proteste contro la cattiva gestione economica e l'oppressione politica. L'episodio più cruento avvenne l'8 agosto 1988, quando i militari aprirono il fuoco contro rivoltosi in quella che è conosciuta come rivolta 8888. Nonostante gli insuccessi delle rivolte, le proteste del 1988 hanno aperto la strada per le elezioni dell'Assemblea della gente, nel 1990. I risultati dell'elezione successivamente sono stati invalidati dal regime. La lega nazionale per la democrazia, condotta da Aung San Suu Kyi, ha ottenuto più del 60% dei voti e più del 80% delle sedi parlamentari nell'elezione nel 1990, tenuta per la prima volta dopo 30 anni.

Aung San Suu Kyi ha guadagnato l'elogio internazionale come attivista per il ritorno del governo democratico in Birmania, ricevendo il Premio Nobel per la pace nel 1991. È stata condannata agli arresti domiciliari.

Nel novembre 2010 si sono tenute nuove elezioni, definite da tutto il mondo una farsa e alle quali è stato impedito di partecipare alla grande eroina della democrazia Aung San Suu Kyi, che è stata liberata il 13 novembre 2010, dopo le elezioni-farsa appunto.

La situazione della Birmania è stata riferita a il Consiglio di sicurezza dell'ONU per la prima volta nel dicembre 2005 per una consultazione informale. L'ASEAN inoltre ha dichiarato la relativa frustrazione con il governo della Birmania [46]. Ha formato il Comitato Inter-Parlamentare per richiamare la mancanza di democrazia in Birmania. Un cambiamento radicale nella situazione politica del paese rimane improbabile, a causa del sostegno garantito da vicini influenti, in particolare della Cina. Tuttavia si stanno facendo progressi per democraticizzare il paese.

Birmania-Missioni


Bambini dell'Orfanotrofio Bonetta di Kengtung

Le missioni delle Suore della Provvidenza in Birmania (Myanmar)

KENGTUNG: Nascosta in un angolo della parte orientale dello stato Shan, a 163 km a Nord della città di confine Tachilek (Thailandia) c'è la sonnolenta Kengtung. Circondata da villaggi wa, shan, akha e Iahu è disposta intorno a un piccolo lago ed è punteggiata da antichi templi buddhisti e fatiscenti edifici coloniali inglesi.
La missione di Kengtung delle Suore della Provvidenza è composta da: la Casa delle Suore, con le ragazze aspiranti e le novizie. La casa delle suore anziane con l'Orfanotrofio annesso e l'Orfanotrofio Bonetta (90 bambini).

TON QUA : a circa 15 miglia da Kengtung, Ton Qua è un villaggio della tribù Akha. La missione è poverissima è composta da orfani e giornalmente molte famiglie vi portano i loro figli per avere un aiuto.

MONG YOUNG - MONG PHYAK: villaggi molto poveri a pochi km da Kengtung. Le missioni ospitano 2 orfanotrofi.

MONGLAR: Situata nella Regione 4, che ha avuto l'autonomia dal governo di Yangon. 85 Km a Nord di Kengtung. E' attualmente controllato dai Wa, che una volta opponevano le truppe di Yangon. Il distretto di Mengla è al confine con la Cina.
La missione ospita un orfanotrofio (80 bambini).

TAUNGYI: casa studio per ragazze (ospita da 10 a 15 ragazze)

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Birmania-FAQ

Cos'è il sostegno a distanza?

Sostenere una comunità o un orfanotrofio è un contributo che permette alle suore della Provvidenza di acquistare beni primari, materiale scolastico e cure sanitarie per i bambini degli orfanotrofi da loro gestiti nelle missioni in Myanmar.


A chi è rivolto il sostegno a distanza?

Il sostegno a distanza supporta non solo un bambino, ma un'intera comunità di bambini più svantaggiati, provenienti da famiglie più povere: bambini di strada, vittime di abusi e violenze, bambini con handicap e bambini che vengono abbandonati o portati alle missioni dai parenti che non possono più mantenerli.
Inoltre permette alle suore di supportare anche le famiglie più povere del villaggio.


I bambini di Ton Qua

Obiettivi del sostegno a distanza

- Prevenire l'abbandono dei minori in strada;
- Prevenire l'abuso e la violenza sui minori;
- Prevenire il lavoro minorile;
- Offrire alla missione il supporto per l'acquisto di beni di prima necessità e di materiale scolastico per i bambini;
- Favorire le cure sanitarie di base ai bambini dell'orfanotrofio;
- Supportare le famiglie più povere dei villaggi;
- Permettere la ristrutturazione degli orfanotrofi.



Sostegno e "adozione" a distanza sono la stessa cosa?

Per sostegno a distanza noi intendiamo l'"adozione" di un intero orfanotrofio-comunità. Per "adozione a distanza", intendiamo l'adozione e quindi il rapporto personale con un solo bambino.
Entrambe sono modalità per collaborare alla difesa della vita del bambino.

Perché la Fondazione ha scelto la formula del "sostegno" e non dell'"adozione" a distanza?

Negli orfanotrofi delle suore della Provvidenza in Myanmar i bambini che vi risiedono sono sia orfani, sia bambini portati nella missione da genitori talmente poveri da non potersi permettere di mantenerli, o da mamme rimaste sole. Può accadere in questo secondo caso che i parenti dopo qualche tempo vadano a riprendere il bambino/a, in questo caso, se il bambino avesse avuto un "genitore adottivo a distanza", sarebbe un problema per le suore (data la difficoltà di comunicazione con il Myanmar) avvisarlo e inviare schede del nuovo bambino che ha preso il posto di quello uscito.
Inoltre tutti i bambini hanno bisogno di sostegno allo stesso modo e ci pare più "equo" suddividere i sostegni su tutti i bambini delle missioni.

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Storia circo

Cenni sulla storia del circo

Dalla introduzione al “Manuale di storia del circo” di Alessandro Serena:

«Una delle prime cose che spiego ai miei studenti è che il Circo è un mondo tanto affascinante quanto opaco, di cui si parla e si sa poco o nulla. Una creatura a molte facce, in grado di evocare sia un universo di magia, che un cosmo di confusione, sia il rigore che l’anarchia, sia la disciplina che il pressapochismo. Quasi sempre per descriverlo si finisce per fare ricorso ad una serie di luoghi comuni e frasi retoriche. Lo stesso vale per le arti e gli artisti che lo abitano. Molte figure circensi sono subito collegate a dei segni forti: il trapezista al sogno di volare, il giocoliere alla velocità, l’ammaestratore allo sprezzo del pericolo, la cavallerizza alla sensualità, etc. Figure che nel corso degli anni hanno indossato con tale assiduità gli stessi costumi da farli diventare quasi delle maschere, come nella Commedia dell’Arte. […]

Ma che cos’è il circo? Una delle prime definizioni della lingua italiana, nel 1865, dice: “baraccone mobile ove si danno spettacoli con animali ammaestrati e giochi vari”. Oggi la definizione appare chiaramente obsoleta, ma anche per quei tempi era fuorviante, perché non cita lo specifico della clownerie, dimentica che il circo è nato stabile e con la parola “baraccone” non rende giustizia ad alcuni prodigi di architettura che già allora permettevano ai circensi di spostarsi. Non serve essere linguisti per capire quanto sia indicativa questa carenza etimologica.[…]

Uno fra i maggiori cronisti italiani di circo, Massimo Alberini, proponeva una formula più precisa: “un insieme di virtuosismi del corpo, clownerie ed esibizioni di animali che si svolgono in una pista rotonda.” Definizione pregevole, ma nel corso dei secoli le cosiddette discipline circensi hanno avuto contesti molto più ampi. Dagli acrobati che prendevano parte a riti religiosi nell’antico Egitto, ai giocolieri equestri che si esibivano negli anfiteatri romani, ai saltimbanchi nelle fiere del medioevo, ai serragli ambulanti dell’Ottocento.

L’immagine del “circo-contenitore” con una sequenza eterogenea di una dozzina di numeri si è condensata nella cultura italiana essenzialmente nel secondo Novecento, ma il circo, nel corso dei secoli, ha definito il proprio immaginario facendo riferimento ad ogni tipologia estetica possibile. Proponendosi come una miscellanea di generi fantastici. Un’antologia mutevole di riferimenti ad atmosfere di ogni tipo. Senza barriere di spazio e di tempo.

I costumi e le musiche degli spettacoli di circo si sono riferiti di volta in volta al lontano oriente, all’antica Roma, alla conquista dell’America così come a quella dello spazio. Questo perché il circo ha sempre ascoltato il proprio tempo e cercato di presentare all’interno del cerchio forme riconoscibili e accattivanti per il pubblico. Spesso queste connotazioni si sono definite grazie all’attenzione degli artisti alle tendenze e alle mode del proprio tempo. Altre volte per delle casualità necessarie. Un solo semplice esempio. Anche se le varie discipline che lo compongono sono molto antiche, il circo moderno è nato attorno al 1770, grazie all’intuizione dell’inglese Philip Astley, ex sergente maggiore dei cavalleggeri britannici, che utilizza la propria competenza nell’allestimento di parate militari per presentare a Londra degli spettacoli in origine prevalentemente equestri uniti a dei virtuosismi acrobatici e a degli intermezzi comici. Ebbene l’origine paramilitare del circo determina quasi per sempre alcune connotazioni dei costumi dei domatori, dell’orchestra e degli inservienti di pista, tutti ancora oggi in uniforme con alamari.

Il Circo e le discipline che lo compongono sono fra le più antiche forme di spettacolo dell’umanità. Inoltre, molto spesso, si tratta della prima forma di spettacolo dal vivo a cui assiste una persona, in quasi ogni parte del mondo. Una forma di spettacolo che ne ha influenzate altre in maniera considerevole. Sia per l’ispirazione che ha fornito in campi come pittura, scultura, musica e balletto. Sia dal punto di vista pratico perché ha regalato molte tecniche ad altre discipline, come al primissimo cinema. Si tratta di una forma di spettacolo popolare nel senso più nobile del termine. Il circo ha sempre fatto principale riferimento al pubblico, persino quando, come vedremo, è diventato “Circo di Stato”. Si tratta di un approccio all’impresa che nel corso degli anni ha conosciuto una varietà incredibile di forme. Dal piccolo circo di famiglia, un gruppo di saltimbanchi disorganizzati, alle folli imprese di Barnum che oggi realizza un tour di cento palazzi dello sport in tutti gli Stati Uniti.

Se il teatro non è solo drammaturgia, testo, allora studiare la storia del circo non è solo concesso, ma essenziale. Il circo e il teatro di varietà (suo parente stretto) hanno conosciuto negli anni un successo inequivocabile. Per mezzo secolo, dal 1860 al 1910 hanno rappresentato il maggiore intrattenimento di massa nel mondo occidentale. In sostanza le immagini che associamo alla parola circo provengono da una raccolta di codici semiotici condensati attorno ad un contenitore di meraviglie nato alla fine del 1700, particolarmente adatto ad una generazione spontanea di miti ed alla loro continua stratificazione. L’essenza pare riferirsi a tre atteggiamenti rilevanti della condizione umana. I virtuosismi del corpo sono in relazione al tentativo dell’uomo di superare i propri limiti. L’ammaestramento di animali è in relazione al desiderio di incontrare l’altro da sé. La clownerie è in relazione alla capacità di ridere di tutto questo.[…]

La storia del circo è tutta da scrivere, come dimostrano i sempre più frequenti studi della materia che rivelando nuovi documenti, anticipano la datazione di discipline, dinastie o modalità, segnalano grandi maestri prima sconosciuti, rivalutano l’operato di oscuri impresari.»

Devianza minorile

 

ts1009

Tesi di Sara Tedeschi - "Devianza adolescenziale: la mediazione educativa tra minore e Istituzioni giudiziarie"

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BOLOGNA
Facoltà di Scienze della Formazione
Corso di Laurea in Educatore Professionale
Anno accademico 2004-2005

Tesi (file pdf)

Carcere minorile

ts1022 - Inserita il 5-5-2010

Tesina di Luca Sartor- "Educare in carcere " - Progetto di circo sociale al Ferrante Aporti

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI UDINE
Facoltà di Medicina e Chirurgia - Facoltà di Scienze della Formazione
Corso di laurea in Educatore Professionale
Anno Accademico 2008/2009

Tesi (file pdf)

 

ts1022 - Inserita il 7-2-2011

Tesina di Angela Marotta- "Dal bullismo alla devianza minorile: attività educative al Ferrante Aporti con il progetto Circostanza " 

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
Facoltà di Scienze della Formazione primaria
Corso di laurea in Metodologia della ricerca sociale. Anno accademico 2008-2009

Tesi (file pdf)

Tossicodipendenza

 

ts1020 - Inserita il 5-5-2010

Tesina di Elisa Conedera - "Educazione al buon umore e discipline circensi " - progetto di recupero in comunità per giovani tossicodipendenti

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI UDINE
Facoltà di Medicina e Chirurgia - Facoltà di Scienze della Formazione
Corso di laurea in Educatore Professionale
Anno Accademico 2008/2009

Tesi (file pdf)