FONDAZIONE UNITI PER CRESCERE INSIEME ONLUS
BANDO STAGE TIROCINIO FORMATIVO per Coordinatore di progetto
(Il bando è scaduto, si prega di non inviare richieste)
UCI seleziona laureati (anche laurea di 1° livello) in discipline umanistiche con esperienza in ambito socio educativo.
Il/la candidato/a verrà inserito/a nell'ambito della gestione dei progetti promossi dalla Fondazione UCI ed avviato/a al ruolo di:
Coordinatore di progetti di circo sociale rivolti a minori/adolescenti in situazioni di rischio.
La Fondazione UCI,in qualità di ente ospitante, promuove stage/tirocini formativi della durata di mesi 3/6 tramite enti promotori riconosciuti dal ministero del lavoro ai sensi della legge196/97.
Al termine dello stage il Consiglio di Gestione della Fondazione valuterà l'eventuale inserimento del candidato con contratto a progetto.
Sede dello stage: Torino
Si richiede:
Durata dello stage: 3/6 mesi
Data di inizio stage: da concordare
Informazioni e contatti: 011.198.36.531 oppure info@unitipercrescereinsieme.it
Gli interessati possono inviare ilcurriculum in formato europeo
La ricerca è rivolta a persone di entrambi i sessi (Legge 903/77).
SI PREGA ASTENERSI SE NON IN POSSESSO DELLE CARATTERISTCHE RICHIESTE
I richiedenti i cui curriculum verranno selezionati saranno contattati dalla Fondazione UCI per colloquio conoscitivo e motivazionale.
FONDAZIONE UNITI PER CRESCERE INSIEME ONLUS
BANDO - Operatore artistico circense
UCI seleziona diplomati in scuole di Circo o in discipline ISEF e conoscenza di arti circensi, residenti a Torino.
E' richiesta esperienza pregressa con minori/adolescenticon esperienza in ambito di animazione con minori/adolescenti.
Il/la canditato/a verrà inserito/a nell'ambito progetti di circo sociale, rivolti a minori/adolescenti a rischio di emarginazione sociale e devianza, promossi dalla Fondazione UCI ed avviato/a al ruolo di:
- OPERATORE ARTISTICO-CIRCENSE
Sede lavoro: Torino
Si richiede:
Durata collaborazione: da 3 a 6 mesi
Inquadramento: collaborazione occasionale o CoCoPro
Data scadenza bando: 2011
Informazioni e contatti: 011.198.36.531 oppure fondazione-uci@unitipercrescereinsieme.it
Gli interessati possono inviare il curriculum in formato europeo
La ricerca è rivolta a persone di entrambi i sessi (Legge 903/77).
SI PREGA ASTENERSI SE NON IN POSSESSO DELLE COMPETENZE RICHIESTE.
I richiedenti i cui curriculum verranno selezionati saranno contattati dalla FondazioneUCI per colloquio conoscitivo e motivazionale.
Progetto Circostanza al Carcere minorile "C. Beccaria" di Milano
Dal 1° di ottobre ha preso il via il progetto Circostanza al Carcere Minorile "Cesare Beccaria" di Milano.
L'attività di Circo Sociale si svolgerà tutti i venerdì dalle 16.30 alle 18.00 con il gruppo maschile "Accoglienza".
Gli operatori di UCI sono: Roberta Paolini e Paolo Guarino.
Il progetto è interamente finanziato dalla Fondazione UCI
PROGETTO CIRCOSTANZA A BOLOGNA E A UDINE
Grazie alla raccolta fondi "Giornata del Naso rosso" 2010, il Direttivo VIP Italia Onlus ha comunicato in data odierna alla Fondazione UCI che finanzierà 2 progetti Circostanza a Udine (Scuola media) e a Bologna (Carcere per minorenni "Pratello").
Rispettivamente verranno erogati a favore dei due progetti:
- € 4.290 euro per Progetto Circostanza a Bologna
- € 5.000 euro per Progetto Circostanza a Udine
Il progetto di Udine verrà attivato a settembre
Il progetto di Bologna proseguirà per il secondo anno da settembre.
In data 27-6-2010 a Villa Brea (Chieri) si è riunito il Consiglio di Indirizzo della Fondazione "Uniti per Crescere insieme Onlus".
E' stato deciso l'indirizzo dell'anno 2010-2011: Progetti Italia rivolti a minori e adolescenti a rischio di emarginazione e di devianza
Sono state approvate 49 domande di partecipanti individuali.
Martedì 22 giugno 2010
Ospedale Infantile "Regina Margherita" - Torino
Presso il reparto di Pneumologia - Fibrosi cistica è iniziato il prgetto Circospedale!
Operatori: Sara e Luca
Ore 15.00-18.00
| Eboli (Sa): il miglior video sulla sicurezza è quello dei giovani detenuti dell’Icatt |
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Asca, 5 giugno 2010
Tratto da www.ristretti.it |
Incontriamo ogni giono decine di adolescenti, trascorriamo con loro un intero anno nelle scuole, nei centri di protagonismo giovanile, nelle strade dove si incontrano informalmente o, in carcere, nelle comunità dove si stanno riabilitando da uso di sostenze.
Adolescenti spesso arrabbiati, insicuri, a volte senza alcun punto di riferimento "sano"a volte anche senza famiglia...
L'approccio che proponiamo loro, il circo sociale, all'inizio li disorienta, ma poi inevitablme4nte si coinvolgono, si appassionano e ... anche se non diventeranno mai artisti circensi, imparano ad accettare l'errore, imparano a stare insieme, a costruire insieme un numero, uno spettacolo...
Ci piace pensare che per questi giovani il circo sociale faccia la differenza...
Ci piacerebbe che tutti i ragazzi "in crisi" avessero la possibilità almeno di provare..
Soprattutto quando in Internet troviamo articoli come questo:
Genova. Un liceale prende in giro la prof con delle foto su Facebook. Rimproverato dal preside, si butta dalla finestra ed è stato salvato per miracolo (ha la milza spappolata e varie lesioni).
Napoli. Una quindicenne si butta dalla finestra della scuola, pare perchè sconvolta dal suicidio di un suo caro amico. La ragazza non è in pericolo di vita.
San Donà di Piave. Un diciassettenne annuncia il suicidio su Facebook, il corpo è stato ritrovato nel Piave.
Cagliari: si suicida a 14 anni lanciandosi dalla tromba delle scale della scuola.
Milano. Uno studente cinese diciannovenne tenta il suicidio lanciandosi dalla finestra del liceo.
Sembra un bollettino di guerra ma sono avvenimenti degli ultimi cinque giorni. Non mesi o anni: cinque giorni. Uno al giorno, dal 17 maggio ad oggi, 21 maggio.
Tanti elementi comuni: l'età giovanissima, la scuola.
Difficile commentare notizie come questa, che si leggono sui giornali e sulle agenzie, con protagonisti che sono <bravi ragazzi come tanti>. Magari che sembrano spavaldi ma sono fragilissimi. Con famiglie <normali> alle spalle che si domandano il perchè.
Che un ragazzino al giorno in Italia tenti di ammazzarsi (e spesso ci riesca) non mi sembra normale. Dal Nord al Sud la stessa disperazione, insicurezza, depressione o chissà che cosa unisce molti giovanissimi. Riuscire a capire questo <qualcosa> potrebbe aiutare, ma a quanto pare neanche la scuola e gli amici ci riescono. E' vero che l'adolescenza è un periodo difficile ma da qui a togliersi la vita... C'è qualcosa che non va da qualche parte, viene davvero il sospetto che la generazione di noi adulti non abbia saputo dare qualcosa di molto importante a questi nostri ragazzi.
[tratto da: Quotidiano.net Blog]
...la mente abbraccia il cuore
Un progetto del centro studi Hansel e Gretel

Un progetto per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva nei bambini dai quattro ai sette anni.
Un progetto coerente con i principi dell’intelligenza emotiva, enunciati da Daniel Goleman, destinato ai bambini del 2° e 3° anno della Scuola dell’Infanzia ed ai bambini del 1° ciclo della Scuola Primaria.
Anche nella scuola dell’infanzia si possono proporre metodologie di comunicazione e di coinvolgimento, per sollecitare l’elaborazione emotiva e riflessiva delle emozioni.
Come parlare e lasciare parlare di emozioni con bambini così piccoli? Inventando un luogo e offrendo un tempo. Un luogo per l’ascolto e un tempo per raccontarsi. Attraverso una filastrocca, una storia, delle immagini e dei giochi, ma soprattutto attraverso la disponibilità ad un ascolto non giudicante, con cui costruiamo un ponte comunicativo per raggiungere il mondo interiore dei bambini, scoprendo così territori inesplorati, ricchi di poesia e di gioia ma nel contempo di sofferenza e disagio.
Favorendo l’espressione di vissuti emotivi legati alle esperienze di vita dei piccoli si possono far emergere sentimenti significativi e importanti da comunicare: la paura di crescere, di essere abbandonati, la rabbia per le ingiustizie, la ferita per le disattenzioni subite, il dolore nelle situazioni di conflitto tra i genitori, il disagio e lo sconcerto di fronte alla collera degli adulti
Il lavoro impostato dal progetto ha una ricaduta immediata su come i bambini si pongono nei confronti delle loro relazioni più significative.
I bambini oltre a parlare delle loro emozioni imparano ad ascoltare i loro compagni, i loro insegnanti, e questo permette una vicinanza emotiva che sviluppa l’empatia, l’identificazione con l’altro e l’elabo-razione delle incomprensioni che rischiano di compromettere l’atmosfera del gruppo classe. Infatti parlare di sentimenti è anche il modo per educare alla tolleranza, al rispetto degli altri.
L'intelligenza emotiva
È la strategia vincente per elaborare i problemi nella famiglia, nella coppia, nell’educazione, nella formazione, nell’organizzazione del lavoro.
È l’intelligenza che si unisce al cuore, il linguaggio adulto che si avvicina a quello infantile. È la capacità di distinguere, mettere in parola, valorizzare i sentimenti che scorrono fluidi, veloci, spesso accantonati o svalutati. Èla capacità di dialogare con le emozioni per controllarle senza reprimerle e senza far finta che non esistano. È la capacità di utilizzare le emozioni per motivarsi alla realizzazione degli obiettivi personali e lavorativi e per meglio affrontare le difficoltà relazionali. È la capacità di imparare a riconoscere e rispettare le proprie emozioniper aumentare l’empatia, cioè la capacità diriconoscere e rispettare le emozioni dell’altro.(Claudio Foti)
Obiettivi
Insegnare ai bambini a dare un nome e a mettere in parola la varietà dei sentimenti.
Sviluppare l’autoconsapevolezza, ovvero la capacità di riconoscere, rispettare e di gestire le proprie emozioni.
Promuovere la motivazione soggettiva a raggiungere obiettivi di apprendimento e di crescita.
Migliorare l’empatia, cioè favorire l’ascolto e la comprensione dei sentimenti altrui.
Far crescere la capacità di stare con gli altri, di capirli e di affrontare i problemi di relazione.
Il percorso-base, di alfabetizzazione emotiva, prevede lo svolgimento di 3 incontri, della durata di 3 ore ciascuno, in cui la classe sarà divisa in due gruppi che lavoreranno per 1 ora e mezza ad incontro.
I percorsi di approfondimento sono strutturati nei seguenti moduli:
a) 2 incontri in cui approfondire il tema della paura;
b) 2 incontri in cui approfondire il tema della rabbia, dell’aggressività, del conflitto;
c) 2 incontri in cui approfondire il tema della sessualità e dell’affettività.
Anche i moduli di approfondimento prevedono incontri di 3 ore con la suddivisione del gruppo classe in due sottogruppi che lavoreranno per 1 ora e mezza ciascuno.
E’ possibile affrontare uno o più temi proposti, a richiesta del committente.
Sono inoltre previsti:
- un incontro preliminare e un incontro conclusivo, della durata di 2 ore ciascuno, con gli insegnanti delle classi coinvolte nel progetto;
- un incontro conclusivo, della durata di 2 ore, con i genitori delle classi coinvolte nel progetto.
Metodologia
I formatori, attraverso l’utilizzo di strumenti vicini al linguaggio e al mondo del bambino (gioco, drammatizzazione, filastrocche, storie, teatro) favoriranno la verbalizzazione dei sentimenti, delle comunicazioni e dei problemi.
In ogni esperienza verrà sviluppata:
- una fase di espressione (grafica, ludica, corporea…);
- una fase di elaborazione emotiva;
- una fase di elaborazione riflessiva.
Supervisione di: Claudio Foti, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel e Gretel.
Ora nasce un sito per dare certezze
di CATERINA PASOLINI
Un milione e mezzo di italiani ha da anni "famiglie" dall'altra parte del mondo, con "figli" e "sorelle" di cui non conosce la voce ma il volto, di cui sa la fatica del vivere e per i quali sogna un futuro possibile. Donne e bambini ai quali, coi soldi del caffè a cui rinuncia ogni mattina, paga il medico e la scuola affinché si costruiscano un domani migliore. "Sad", ovvero "sostegno a distanza", adozioni a distanza, una realtà in crescita nel nostro paese nonostante la crisi economica, tanto che sarebbero 12 milioni, uno su quattro, gli italiani che almeno una volta nella vita vi hanno aderito, magari sull'onda dell'emotività dopo un terremoto come quello di Haiti. E ogni anno altri duecentomila vanno ad aggiungersi al pacifico esercito di chi decide di stringere legami segnati alla distanza e dalla solidarietà, parentele di affetto e non di sangue dal Sudamerica all'Africa passando per l'Estremo Oriente versando in media 270 euro l'anno.
E potrebbero essere molti di più i sostenitori, ma il 20 % degli italiani dice di non partecipare ai progetti nel timore di abusi dopo che in passato ci sono stati casi in cui i soldi sono scomparsi invece di andare ai piccoli destinatari.
Così per mettere ordine, fare chiarezza e dare certezze, questo universo ora ha un sito ufficiale (www.ilsostegnoadistanza.it, sarà online il primo giugno), per districarsi tra le mille realtà grandi e piccole - 400 mila quelle ufficiali ma oltre mille quelle "informali", dalla parrocchia alle grandi istituzioni come Save the Children o Amref - che ogni anno raccolgono oltre 200 milioni di euro destinati a progetti e bambini in 110 Paesi. Un sito per scegliere a quali tipo di sostegno si vuole partecipare, se destinare i soldi a un bambino o a una comunità, per costruire un pozzo o una scuola.
A lanciare l'operazione trasparenza è stata l'Agenzia per le onlus, ente governativo sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio, che ha creato il sito in cui si potrà trovare l'elenco delle prime 50 organizzazioni che aderiscono alle linee guida del sostegno a distanza emanate dall'agenzia, e promuovono progetti di qualità. Le altre verranno in seguito inserite sul sito che dà una sorta di certificato di garanzia sul fatto che i fondi dati per un obiettivo, per una comunità, per il futuro dei più piccoli, andranno a buon fine.
Le associazioni che aderiscono alle linee guida si impegnano infatti a garantire ai cittadini che le risorse arrivino ai beneficiari, assicurano informazioni chiare e complete sul proprio operato e sui progetti. "Si sigla così un patto di fiducia tra cittadini donatori e bambini perché il sostegno a distanza - ha detto il presidente dell'Agenzia, Stefano Zamagni - favorisce la reciprocità, è un investimento sul capitale umano".
Tra le prime associazioni ad aderire e da subito on line l'Avsi, Associazione volontari per il servizio internazionale. E' nata nel '72, il sostegno a distanza lo fa dal 1993 partendo con i primi asili nelle favelas brasiliane, passando poi in Uganda a occuparsi dei piccoli le cui madri erano malate di Aids e in Rwanda dopo il genocidio. Oggi aiuta ogni anno quasi 34 mila bambini e le loro famiglie, di cui 16mila in Africa e 10mila in America Latina.
Salute e scuola sono i due punti cardine perché i giovani si costruiscano un futuro diverso, come fa l'Amref che ha 5mila sostenitori di adozioni a distanza, ma il bacino di beneficiari è molto più ampio dei 5mila picocli ambasciatori: sono tutti gli alunni delle scuole coinvolte nel progetto.
Amref, a differenza di altri che tendono a promuovere il rapporto tra singoli, preferisce un maggiore coinvolgimento del sostenitore verso tutta la comunità piuttosto che per il singolo bambino per evitare di creare disparità.
Ma ogni storia è diversa, ogni onlus ha il suo approccio, il suo progetto, il modo di tenere aggiornati i donatori che sono diversi anche se il target è in lieve maggioranza femminile (55%) e con elevato titolo di studio. "Noi abbiamo 12 mila sostenitori di adozioni a distanza e 80 mila coinvolti ad aiutare comunità", dice Daniela Fatarella di Save the Children che racconta di come le famiglie prediligano l'adozione a distanza di un bambino e i single e le coppie optino per il sostegno a gruppi, scuole, comunità. Con uno sguardo ottimista sul futuro: ogni anno cresce del 20% il numero di donatori che scelgono il sostegno a distanza, gli intrecci di speranza e futuro tra sconosciuti.