Noi ragazzi del Servizio Civile

Noi ragazzi del Servizio Civile, all’interno del progetto “Espressioni Differenti” – “Motore di Ricerca: Comunità Attiva” e “InGenio”, abbiamo incontrato, durante il corso dell’anno, associazioni e cooperative del territorio che tengono laboratori e attività rivolti a persone con disabilità.

Mercoledì 4 Ottobre siamo stati ospiti di Casa Circostanza, in Via Sordevolo 7, Torino, in occasione della presentazione delle attività di Circo Sociale per il nuovo anno.

 

I progetti di Circo Sociale vengono promossi dalla fondazione Uniti Per Crescere Insieme Onlus (UCI), nata nel 2009 con l’obiettivo - attraverso il Circo Sociale e l’Arte-Educazione - di promuovere la socializzazione, il protagonismo attivo e la resilienza di bambini, ragazzi e persone con disabilità. La pista del circo diventa un simbolo di uguaglianza e parità dove i principi di unione, collaborazione, cooperazione, integrazione e crescita diventano realtà.

 

I laboratori si svolgono la mattina e il pomeriggio, dal lunedì al venerdì ospitando classi di scuole elementari, medie e gruppi che contano circa venti partecipanti a lezione, arrivando a raggiungere la capienza massima della struttura. I corsi hanno un costo irrisorio di circa  40 euro l’anno.

Il periodo in cui si svolgono è tra Ottobre e Maggio; mentre durante l’estate, spinti anche dal caldo, vengono organizzate delle attività all’esterno, rivolte a tutta la cittadinanza.

 

Durante la giornata di apertura, abbiamo avuto l’occasione di vedere all’opera le operatrici circensi e partecipare alle attività. Casa Circostanza è un luogo dove nessuno resta inattivo, ci si diverte e si impara. Eravamo circa una ventina di persone alle prese con giochi ed esercizi legati al circo.

La responsabile del laboratorio, Cristina Baiocchi, ci ha spiegato come le arti circensi fungano da strumento per promuovere lo sviluppo personale e sociale, l’integrazione e prevenire il disagio giovanile.
L’obiettivo, dunque, non è solo quello di apprendere le tecniche circensi, ma aiutare i partecipanti a migliorare la propria autostima, ad apprendere a cooperare, ad aumentare la fiducia in sé e negli altri, a sviluppare competenze sociali e ad esprimere la propria creatività esplorando il proprio potenziale. Il circo sociale è un potente catalizzatore di cambiamento sociale poiché aiuta chi partecipa ai laboratori ad assumere un ruolo attivo all’interno della comunità.

 

Per quanto riguarda le difficoltà incontrate, gli operatori ci hanno segnalato che portare all’interno del laboratorio i ragazzi incontrati durante le attività esterne, risulta ancora problematico e stanno lavorando sulla ricerca della strategia giusta. La fascia di età, poi  che risulta più complicato coinvolgere è quella adolescenziale. A partire dal 2002 si era formato un gruppo di ragazzi numeroso e unito, ma con il passare degli anni, non si è andati incontro ad un ricambio generazionale. Si sta lavorando anche su questo.

Infine, Cristina ritiene soddisfacente la collaborazione con le altre realtà presenti sul territorio che si occupano di disabilità ma non solo e con le istituzioni.

 

A Casa Circostanza “divertendosi si impara” non è solo uno slogan ma una realtà; gli auguriamo di continuare nel loro operato, senza perdere l’entusiasmo e la grinta che sono riusciti a trasmetterci in un solo incontro, allargando sempre di più la loro rete.

 

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