Sostegno a distanza

Ora nasce un sito per dare certezze

Dodici milioni di italiani hanno usato almeno una volta nella vita questo sistema per aiutare i meno fortunati.  Ora c'è uno strumento in più per fare chiarezza

di CATERINA PASOLINI

Un milione e mezzo di italiani ha da anni "famiglie" dall'altra parte del mondo, con "figli" e "sorelle" di cui non conosce la voce ma il volto, di cui sa la fatica del vivere e per i quali sogna un futuro possibile. Donne e bambini ai quali, coi soldi del caffè a cui rinuncia ogni mattina, paga il medico e la scuola affinché si costruiscano un domani migliore. "Sad", ovvero "sostegno a distanza", adozioni a distanza, una realtà in crescita nel nostro paese nonostante la crisi economica, tanto che sarebbero 12 milioni, uno su quattro, gli italiani che almeno una volta nella vita vi hanno aderito, magari sull'onda dell'emotività dopo un terremoto come quello di Haiti. E ogni anno altri duecentomila vanno ad aggiungersi al pacifico esercito di chi decide di stringere legami segnati alla distanza e dalla solidarietà, parentele di affetto e non di sangue dal Sudamerica all'Africa passando per l'Estremo Oriente versando in media 270 euro l'anno.

E potrebbero essere molti di più i sostenitori, ma il 20 % degli italiani dice di non partecipare ai progetti nel timore di abusi dopo che in passato ci sono stati casi in cui i soldi sono scomparsi invece di andare ai piccoli destinatari.

Così per mettere ordine, fare chiarezza e dare certezze, questo universo ora ha un sito ufficiale (www.ilsostegnoadistanza.it, sarà online il primo giugno), per districarsi tra le mille realtà grandi e piccole - 400 mila quelle ufficiali ma oltre mille quelle "informali", dalla parrocchia alle grandi istituzioni come Save the Children o Amref - che ogni anno raccolgono oltre 200 milioni di euro destinati a progetti e bambini in 110 Paesi. Un sito per scegliere a quali tipo di sostegno si vuole partecipare, se destinare i soldi a un bambino o a una comunità, per costruire un pozzo o una scuola.

A lanciare l'operazione trasparenza è stata l'Agenzia per le onlus, ente governativo sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio, che ha creato il sito in cui si potrà trovare l'elenco delle prime 50 organizzazioni che aderiscono alle linee guida del sostegno a distanza emanate dall'agenzia, e promuovono progetti di qualità. Le altre verranno in seguito inserite sul sito che dà una sorta di certificato di garanzia sul fatto che i fondi dati per un obiettivo, per una comunità, per il futuro dei più piccoli, andranno a buon fine.

Le associazioni che aderiscono alle linee guida si impegnano infatti a garantire ai cittadini che le risorse arrivino ai beneficiari, assicurano informazioni chiare e complete sul proprio operato e sui progetti. "Si sigla così un patto di fiducia tra cittadini donatori e bambini perché il sostegno a distanza - ha detto il presidente dell'Agenzia, Stefano Zamagni - favorisce la reciprocità, è un investimento sul capitale umano".

Tra le prime associazioni ad aderire e da subito on line l'Avsi, Associazione volontari per il servizio internazionale. E' nata nel '72, il sostegno a distanza lo fa dal 1993 partendo con i primi asili nelle favelas brasiliane, passando poi in Uganda a occuparsi dei piccoli le cui madri erano malate di Aids e in Rwanda dopo il genocidio. Oggi aiuta ogni anno quasi 34 mila bambini e le loro famiglie, di cui 16mila in Africa e 10mila in America Latina.

Salute e scuola sono i due punti cardine perché i giovani si costruiscano un futuro diverso, come fa l'Amref che ha 5mila sostenitori di adozioni a distanza, ma il bacino di beneficiari è molto più ampio dei 5mila picocli ambasciatori: sono tutti gli alunni delle scuole coinvolte nel progetto.

Amref, a differenza di altri che tendono a promuovere il rapporto tra singoli, preferisce un maggiore coinvolgimento del sostenitore verso tutta la comunità piuttosto che per il singolo bambino per evitare di creare disparità.

Ma ogni storia è diversa, ogni onlus ha il suo approccio, il suo progetto, il modo di tenere aggiornati i donatori che sono diversi anche se il target è in lieve maggioranza femminile (55%) e con elevato titolo di studio. "Noi abbiamo 12 mila sostenitori di adozioni a distanza e 80 mila coinvolti ad aiutare comunità", dice Daniela Fatarella di Save the Children che racconta di come le famiglie prediligano l'adozione a distanza di un bambino e i single e le coppie optino per il sostegno a gruppi, scuole, comunità. Con uno sguardo ottimista sul futuro: ogni anno cresce del 20% il numero di donatori che scelgono il sostegno a distanza, gli intrecci di speranza e futuro tra sconosciuti.