Uniti per crescere insieme ha scelto di rivolgere i suoi progetti in Italia a quell'infanzia e adolescenza emarginata e rifiutata perché non in sintonia con i canoni della società moderna: il bambino/adolescente e il giovane adulto emarginato dai pari perché non in linea con la moda, perché non parla la nostra lingua, perché è stato in galera, perché ha una malattia grave e non è e non sarà forse più "produttivo", perché è portatore di handicap.
I nostri progetti si rivolgono proprio a questi giovani: quelli che diventano bulli per sentirsi protagonisti, quelli che spacciano per aiutare la famiglia all'estero, quelli che assumono droga per sentirsi all'altezza delle loro prestazioni, quelli che passano la loro infanzia in ospedale, quelli che a causa di un handicap si sentono inutili.
Noi vogliamo ridare ad ognuno di questi giovani la consapevolezza del loro grande potere, vogliamo che riscoprano le loro abilità e i loro valori più profondi , vogliamo sviluppare in loro delle competenze che inevitabilmente metteranno, una volta adulti, al servizio della società in cui vivono.

Per avvicinarci ai bambini e agli adolescenti proprio dove stanno vivendo il loro disagio, nelle scuole, nelle strade, nelle carceri, negli ospedali, nelle comunità e creare con loro una relazione di fiducia, di rispetto e di amore abbiamo scelto come strumento il circo sociale. Il circo con la sua pista rotonda è il simbolo del "cerchio", e cerchio vuol dire "essere alla pari". Il circo è sinonimo di accettazione del "diverso", nel circo la diversità diventa ricchezza. Fare circo vuol dire mettersi alla prova e anche rischiare ma per rischiare occorre disciplina, concentrazione, studio.
Circo, dunque, come strumento educativo, pedagogico, sociale e socializzante.
I nostri progetti, perciò, si rivolgono ai giovani socialmente emarginati per renderli parte viva, attiva e partecipativa della città in cui vivono.
E’ desiderio di questa fondazione ideare a attivare progetti socio-educativi per contattare stabilmente e capillarmente i giovani nelle nostre città e portarli a credere in loro stessi, a sentirsi amati, a sentirsi importanti.
Partiremo dalla scuola ma anche dal carcere minorile oppure dalla strada in cui i nostri giovani vivono, passando per le comunità di recupero, per i centri di aggregazione, per le comunità di giovani diversamente abili, creando così un circolo di recupero di valori, di principi, di integrazione, di sano protagonismo e di cittadinanza partecipativa e attiva.
Uniti per... crescere insieme i nostri giovani