Circostanza in carcere minorile

Progetto: Circostanza in carcere minorile


 

Tipologia: Progetto socio-educativo di riduzione del danno
Paese: Italia
Località: Torino
Ente: Istituto Penale per Minorenni "Ferrante Aporti"
In corso:
Partner:
CGM - Centro Giustizia Minorile Piemonte, Lguria e Valle d'Aosta
N° e tipologia Utenti diretti: 90/100 ragazzi/anno dai 15 ai 21 anni
N° e tipologia  Utenti indiretti: educatori, agenti penitenziari
N° Operatori: 3 (1 educatore, 1 consulente artistico, 1 coordinatore)
Durata: tutto l'anno (tranne 3 settimane in agosto)
Ore di intervento: 3 a settimana (per operatore)
Ore di Incontro con la struttura: da 6 a 10 a settimana
Ore relazioni: 2 a settimana

IL CONTESTO:

L’I.P.M. di Torino è il carcere minorile "Ferrante Aporti"; in quanto tale è una struttura che, ospitando i condannati ad una pena detentiva e coloro che sono sottoposti alla custodia cautelare, ha un’impostazione educativa, con varie attività socializzanti, ma anche una componente fortemente custodialistica. Nell' I.P.M. lavorano educatori, psicologi, agenti di polizia penitenziaria, personale amministrativo e assistenti sociali dell’U.S.S.M. Nel contesto della giustizia penale minorile, l’ipotesi del carcere è di natura residuale, va inteso cioè come ultima ratio, istituzione cui ricorrere quando non è possibile applicare ad un minore uno dei benefici o delle soluzioni alternative che l’ordinamento italiano prevede. Anch’esso, comunque, opera nella prospettiva di un recupero sempre da tentare.

IL PROGETTO:

Inizia ad ottobre 2006 la collaborazione con l’Istituto Penale Minorile (IPM) Ferrante Aporti. Il laboratorio CircoStanza si svolge in orario pomeridiano dalle 15.30 alle 17.00 in maniera continuativa settimanalmente nei giorni feriali (1 incontro per ogni gruppo) per circa 11 mesi l’anno (una pausa di tre settimane in agosto).

I gruppi che ci vengono affidati sono tre: Accoglienza  (ragazzi appena arrivati in carcere). Orientamento (ragazzi in attesa di giudizio)  e Femminile.

L’intervento di CircoStanza prevede alcune fasi:

  • creazione della relazione;
  • primo approccio agli attrezzi;
  • insegnamento degli attrezzi;
  • creazione di una routine artistica (ove possibile).

Le difficoltà riscontrate sono: lavorare con ragazzi e ragazze di diverse nazionalità per la maggioranza stranieri, alcuni con scarsa conoscenza della lingua italiana; lo stato di diffidenza iniziale; le diverse culture e tradizioni. In alcuni casi l’uso degli attrezzi viene considerato dai ragazzi (per lo più quelli di lingua araba) come sminuente della loro dignità. Alcuni ragazzi invece hanno visto nell’apprendere queste discipline delle prospettive lavorative.
Dopo un primo periodo in cui ci “studiano”, i ragazzi per lo più tendono ad accettarci e l’accettazione porta con sé la voglia di apprendere l’uso degli attrezzi circensi e di giocare con noi. Quasi tutti i ragazzi hanno provato almeno un attrezzo, alcuni hanno imparato bene a giocolare con tre palline o ad usare il Diablo e i Devil. Quasi tutti hanno imparato esercizi di acrobatica. Una volta che si è creta la relazione affettiva e la fiducia, i ragazzi accettano anche di usare la clownerie e di inscenare le gag.
CircoStanza in carcere favorisce l’integrazione e la socializzazione dei ragazzi e li rilassa, attenuando tensioni anche in momenti particolarmente difficili.

Obiettivi:

  • Applicare la metodologia della pedagogia del circo per migliorare attenzione, costanza, disciplina e coordinamento fisico;
  • Restituire alle emozioni positive (speranza, fiducia, gioia, riso...) il giusto spazio nel processo di integrazione e di inserimento sociale;
  • Incentivare l’autonomia dei giovani utenti;
  • Permettere l'espressione positiva e pacifica di conflitti, disagi, contenuti aggressivi, insicurezze, timidezze;
  • Creare o migliorare la comunicazione, le relazioni interculturali e la socialità;
  • Stimolare e valorizzare nei giovani ristretti le abilità creative al fine di rinforzare l’autostima.

CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Vengono effettuate riunioni settimanali (Stop & Go) con L'area tecnica dell'IPM, gli educatori, gli agenti e le altre agenzie che collaborano con l'Istituto. L'equipe Circostanza inoltre fa parte del gruppo "risorse interne" dell'Ipm e del gruppo "Eventi".
Gli operatori Circostanza redigono dopo ogni intervento una relazione che evidenzia i risultati educativi, di relazione e artistici avvenuti.
Semestralmente dal coordinatore Circostanza viene compilata una relazione medio-termine di verifica e a fine anno vi è una riunione di verifica con la Direzione dell'IPM.

Nel 2009 è uscito il primo testo del Centro Studi e Ricerche ViviamoInPositivo dove gli operatori Circostanza di Torino hanno riassunto 3 anni di intervento in IPM, dal titolo "Circostanza, il circo in una stanza: esperienze di circo sociale in un carcere minorile"

Nel 2011-2012 il progetto Circostanza all'IPM "Ferrante Aporti" di Torino è finanziato dalla Compagnia S. Paolo

In allegato File di Verifica finale del progetto all' IPM 2010-2011 dal titolo "Circomobile: il circo in circolo"svolto in collaborazione con l'Associazione ViviamoInPositivo (VIP APS) e finanziato alla stessa dalla Fondazione CRT con il Bando "Saper Donare" 2010-2011

AllegatoDimensione
IPM_fine-termine_2010-2011.pdf258.01 KB