
Le discipline circensi considerate nel circo sociale sono accessibili pressoché a tutti e presentano diverse caratteristiche che possono favorire l’instaurarsi di relazioni positive tra gli operatori e gli utenti. Instaurare una relazione di fiducia e rispetto è il primo passo per portare avanti un lavoro educativo. Apprendere l’uso di un oggetto o un’abilità, oltre ad avere un valore di per sé, porta con sé una crescita a livello personale sotto vari aspetti. Ne prendiamo in considerazione alcuni.
Nel circo esiste una componente ludica fondamentale che potremmo definire “gioco in movimento” e, proprio attraverso il movimento, i ragazzi conoscono meglio se stessi e gli altri, sviluppando il proprio potenziale e la propria autostima. Il gioco è anche divertimento e di conseguenza le attività circensi e gli esercizi-giochi di Comicoterapia, il tema “circense” e gli attrezzi riescono a spronare da subito il loro entusiasmo e il loro interesse (apprendimento attivo), perché, durante il gioco, che è anche lavoro creativo e formativo, i ragazzi sono attivi, fanno da sé, spinti dalle loro esigenze e desideri, apprendendo attraverso il coinvolgimento di tutti i sensi.
Le attività a tema circense rendono i ragazzi più ricettivi nei confronti delle proprie esigenze e di quelle degli altri. Lo svolgimento del lavoro e le necessità “di scena” fanno in modo che tutti vengano accettati e che ciò che solitamente viene ritenuto un difetto diventi una qualità. Un ragazzo con qualche problema di peso che in situazioni comuni tutti possono deridere diventa invece fondamentale per fare il porteur di una piramide, così come uno più mingherlino e fragile diventa indispensabile per svolgere il ruolo di agile della piramide umana. Tutti in eguale misura nel circo risultano importanti, accettati e rispettati; in questo ambiente non c’è spazio per fenomeni che si basano sulla differenza quali per esempio il bullismo.
L’adolescente (ma non solo) tende ad essere preoccupato del giudizio dei suoi stessi compagni e dell’adulto e il non “sentirsi all’altezza”, insieme alla paura del fallimento, lo portano o a chiudersi o a “strafare”.
La clownterapia, con la figura del clown, capovolge i ruoli e le categorie perché ha proprio come base individuale il fallimento e l’errore. Il lavoro sul personaggio clown aiuta a destrutturare gli schemi e permette di lavorare profondamente su se stessi aumentando l’autostima.
In questo percorso diviene importante la comprensione e la capacità di accettare i propri limiti e renderli “comici” o quanto meno a ironizzarci sopra, si giunge così ad una nuova consapevolezza di se stessi basata sull’accettazione propria e altrui.
Le arti circensi richiedono attenzione, disciplina e costanza e il desiderio di padroneggiarne le tecniche rende più accettabili le regole che aiutano a vivere meglio in gruppo e quindi in società.
Ad esempio, se una piramide umana (acrobazia) funziona, è perché ognuno ha i suo ruolo e lo rispetta per ottenere un risultato che coinvolge tutti. Le tecniche di giocoleria prevedono l'utilizzo di funzioni cognitive basilari per l'organizzazione psichica, per la salute mentale e per una soddisfacente interazione con l'ambiente e le persone, senza peraltro creare nel ragazzo un'ansia da prestazione che sarebbe controproducente.
Il percorso circense richiede un grande senso di responsabilità, di disciplina, di concentrazione e di attenzione verso se stessi, verso i compagni e verso gli attrezzi che vengono usati. Per questo i docenti indicano, sin dall’inizio del percorso, alcune preziose e semplici regole di comportamento, che i ragazzi sembrano accettare di buon grado e che permettono lo svolgersi del progetto nel tempo con consapevolezza.
Durante i laboratori vengono altresì inseriti elementi di recitazione utili per sviluppare l’immaginazione, come tecniche di mimo e improvvisazione.
Lo scopo è quello di fare emergere e amplificare le possibilità creative e di crescita dei ragazzi.
L’obiettivo è quello di promuovere una progressiva apertura mentale che conduca gli adolescenti all’abbandono della modalità di rifiuto del nuovo e del cambiamento fino a raggiungere una buona capacità di socializzare tra loro e con gli adulti.
I clown utilizzano un tipo di comunicazione che è facilmente comprensibile da tutti: il riso, la caduta, il pianto, l’errore, la timidezza, l’imbarazzo, il fallimento, la goffaggine non hanno bisogno di una lingua specifica e fanno parte del vissuto dell’essere umano. Ed ecco che per costruire un personaggio, per improvvisare una scenetta, si usano metodi che utilizzano il linguaggio non verbale, si superano così anche i problemi di lingue differenti.
Il progetto vuole stimolare la reattività dei ragazzi, la capacità di vivere ed interpretare ruoli diversi, la loro creatività nell’ideazione del numero comico, fin dai primi momenti in cui si apprendono le tecniche basilari.
La progettazione dello spettacolo prevede la presenza degli operatori come registi e coadiutori per l'aspetto coreografico, mentre lo sforzo creativo e realizzativo deve essere compiuto dai ragazzi stessi, percorso che permette loro di assumere piena consapevolezza e padronanza del proprio personaggio sia durante le fasi del processo di preparazione sia nel prodotto finale: lo spettacolo.
L’applicazione delle arti circensi richiede disciplina e concentrazione continua. Attraverso l’apprendimento delle tecniche circensi ci si allena all’attenzione e nel contempo si impara a rilassarsi nei momenti di stress. Disciplina e concentrazione facilitano l'apprendimento di contenuti e tecniche che possono essere in seguito applicati in spettacolo.
Il primo requisito per riuscire a realizzarsi nella vita è quello di imparare a star bene sia in compagnia sia da soli. Solo quando si sta bene da soli si impara ad essere liberi.
Le arti circensi permettono di acquisire la capacità di star bene sia da soli, sia in gruppo.
Allenarsi alla giocoleria, all’equilibrismo richiede attenzione e solitudine. Un buon artista circense deve mirare ad essere una persona autonoma. L’insegnante potrà passare una tecnica, ma sarà solo in totale autonomia che il ragazzo imparerà e la farà sua.